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Testo Unico maternità: ampliamento delle tutele
per le lavoratrici e i lavoratori autonomi

È stato pubblicato in G.U. n.144 del 24 giugno 2015 il D.Lgs. n.80/15, in vigore dal 25 giugno 2015, recante misure per la conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro, in attuazione dell'art.1, co.8 e 9, legge delega n.183/14. Il decreto innova, modificandolo, il c.d. Testo Unico maternità (D.Lgs. n.151/01), introducendo, oltre che per i lavoratori dipendenti, rilevanti novità anche per i lavoratori autonomi.

Estensione ai casi di affidamento o adozione dell’indennità di maternità per le lavoratrici autonome iscritte alla Gestione Separata Inps ed estende alle lavoratrici autonome iscritte alla Gestione Separata Inps il diritto a percepire l’indennità di maternità per i 5 mesi successivi all’effettivo ingresso del minore in famiglia in caso di adozioni e affidamenti. Nello specifico, la previsione si applica ai soggetti che esercitano per professione abituale, ancorché non esclusiva, attività di lavoro autonomo, nonché ai titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, in quanto tenuti all’iscrizione alla Gestione Separata, ma solo qualora non siano iscritti ad altre forme obbligatorie di previdenza.

Estensione dell’indennità di maternità al padre libero professionista iscritto a una forma obbligatoria di previdenza. Viene introdotta la possibilità, per il padre libero professionista, di fruire dell’indennità di maternità pari all’80% di cinque dodicesimi del reddito professionale percepito e denunziato dalla madre nel secondo anno antecedente la gravidanza per il periodo intercorrente tra i due mesi antecedenti la data del parto e i tre mesi successivi allo stesso. Il diritto alla percezione di tale indennità sorge in caso di morte o di grave infermità della madre, ovvero di abbandono, nonché in caso di affidamento esclusivo al padre del bambino per il periodo in cui sarebbe spettata alla madre o per il periodo residuo.

Indennità per i lavoratori, madre o padre, iscritti a una forma di previdenza obbligatoria, estesa anche ai casi di adozione e affidamento.

Ulteriore novità è la previsione che l’indennità di maternità per le lavoratrici o i lavoratori (in caso di morte o di grave infermità della madre, ovvero di abbandono, nonché in caso di affidamento esclusivo al padre del bambino) iscritti a una delle forme di previdenza e assistenza riconosciute, spetta anche nei casi di adozione e affidamento di minore. Ciò significa che il lavoratore o la lavoratrice iscritti ad un Ente che gestisce forme obbligatorie di previdenza in caso di adozione nazionale, potranno fruire del congedo durante i primi cinque mesi successivi all'effettivo ingresso del minore nella famiglia; in caso di adozione internazionale, invece, il congedo può essere fruito prima dell'ingresso del minore in Italia, durante il periodo di permanenza all'estero richiesto per l'incontro con il minore e gli adempimenti relativi alla procedura adottiva. Ferma restando la durata complessiva del congedo, questo può essere fruito entro i cinque mesi successivi all'ingresso del minore in Italia.

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